Posts Tagged ‘Berlusconi

07
Giu
09

Capirete…

Ciao a tutti

stasera dopo le 22 già saprete in che tipo di Regime state vivendo.

Finalmente capirete che anche quella che voi chiamate felicità è pura finzione.

Capirete che la vostra cultura è misera ed i vostri genitori dei biechi fantocci in mano ad un potere squallido (tutti anche i miei genitori ci metto dentro!).

Capirete che la maggior parte delle persone che vi circonda non ha libertà di esprimersi, sono manichini standardizzati (ricordo il video The Wall) che cercano di apparire senza essere, che parlano di calcio, culi, grida e basta.

Capirete che forse anche voi fate parte di quel sistema, che lo state vivendo da dentro, che ci siete nati dentro e che non ci capite un CAZZO di quello che vi ho sempre scritto.

Capirete che il sorriso e dire che LA CRISI NON esiste son solo baggianate di cui vi hanno convinti.

Capirete che il vostro paese sta miseramente fallendo, che tra pochi anni patirete la fame (prima quella culturale e poi quella vera, atroce).

Capirete che c’erano state persone che ve lo avevano detto… ma che ora sono sulle zattere di salvataggio e vi stanno salutando con il fazzoletto bianco mentre la vostra nave dorata di cartapesta sta miseramente affondando.

Gli Italiani prima erano visti come stimolo per la loro forma di creare, per il loro modo libero di pensare. Adesso, salvo rare eccezioni, sono visti come un pericolo.

Prima ci chiamavano gigolò le donne, adesso ci chiamano porci!

Capirete infine che il vostro prossimo è un delinquente e sappiate che quando un popolo finisce per NON fidarsi dei propri elementi è un POPOLO MORTO.

Bene: spero che queste cose NON le dobbiate capire tra stanotte e domani. Spero di sbagliarmi pensando che B. vinca ancora, lo spero vivamente ma…

Vi allego un altro articolo uscito su ElPais (di un giornalista italiano, in Italia NON l’avrebbe potuto pubblicare, ovvio).

Buona lettura e… c’è ancora qualche altra scialuppa per fuggire!


L’abitante medio di Berlusconilandia si avvicina alla sessantina. Da adolescente, ha avuto la fortuna di accedere ad un sistema scolastico libero e gratuito, di ottima qualità. E sempre “a gratis”, come dicevano i sudditi del papa Re, è stato assistito, per almeno tre decenni e mezzo, da un sistema sanitario che gli americani nemmeno sognavano. Così, in buona salute e pervaso da idee altruiste, ha partecipato ad un’indimenticabile stagione politica -tra gli anni Settanta-Ottanta- dove tutti pensavano di avere un solo fine, quello di garantire diritti uguali per tutti e a vantaggio di tutti.

Oddio, anche l’abitante medio di Berlusconilandia ha letto Orwell e ha meditato sul fatto che in una società di uguali, qualcuno riesce sempre ad essere più uguale di qualcun altro. Ma erano tempi in cui i futuri berlusconidi potevano pensare al futuro con un certo ottimismo. Perchè, in un Paese dove la funzione di mamma era svolta da una vecchia, cara Chiesa Cattolica sempre pronta a distrarsi dalla religione per impegnarsi nel sociale e dove il ruolo del papà veniva assunto da un Partito Comunista -il secondo per iscritti dopo il PCUS- che si definiva geneticamente disinteressato al socialismo perché fondato da Gramsci soprattutto per conquistare l’egemonia culturale, nello Stivale la vita sembrava scorrere concreta nei fatti, libera nella fantasia.

Ci voleva un personaggio monomaniacalmente interessato solo a se stesso per rompere l’incanto. Berlusconi iniziò a fondare Berlusconilandia quando fece credere alla mamma ed al papà della Penisola di poter riuscire, proprio come l’Arlecchino di Goldoni, ad essere il servitore di due padroni. Dalla Chiesa, cioè dal gesuita Padre Rotondi, rilevò le frequenze oberate di debiti di Rete 4, promettendo che sarebbe rimasta la base del futuro sistema televisivo cattolico italiano.

Come ex frequentatore di istituzioni cattoliche, compresa l’Opus Dei, sapeva benissimo che le promesse fatte ai preti non sono vincolanti e, comunque, ogni offesa è riparabile con una congrua offerta per buone opere future. Alla sinistra promise libero accesso a Canale 5 per ogni utopia immaginata dalla galassia “progressista” del Paese. E per non suscitare troppi dubbi, assunse a piene mani i rampolli di tutti gli intellettuali organici alla cultura bene intenzionata e ipersalariata di sinistra. Anzi, nei primi dieci anni di vita del sistema mediatico del Cavaliere di Arcore, entravi a Canale 5 presentato dalla sinistra: sarà solo un caso se i personaggi, comici e giornalisti compresi, che furoreggiano su Telekabul, cioè la terza rete della televisione di stato, si sono in molti casi fatti ossa e fama sulle reti Mediaset?

L’abitante medio di Berluscolandia, più o meno giovane, non ha motivi per meravigliarsi della vicenda Noemi. I più anziani ricordano negli anni Ottanta una trasmissione berlusconiana intitolata “Non è la Rai” che, per diversi anni, ha sedotto almeno una generazione di italiane adolescenti mentre a sinistra si proponeva la depenalizzazione dei rapporti sessuali tra minorenni senza limiti di età ed adulti. Qualche ottuso baciapile conserva le interviste e gli articoli con i quali, all’epoca, un intellettuale allora deputato e ora sognatore di improbabili rivoluzioni proletarie su Il Manifesto, non solo difendeva la tesi ma si dichiarava pronto a dare nomi di minorenni figlie di sue amiche, alle quali aveva insegnato l’arte ed il mestiere della camera da letto.

Perciò nemmeno l’abitante più giovane di Berlusconilandia si stupisce poiché quello che Berlusconi fa nella sua villa sarda lo vede fare negli attici con terrazza del centro di Roma e nelle ville di Malindi. E seppure di centrosinistra, ha dovuto votare sindaci e segretari politici che coltivano l’hobby di possedere case a New York e in diverse località esotiche. Oltretutto negli ultimi parlamenti, ha visto candidare cugine e fidanzate di chiunque, pornodive e transessuali senza altri mestieri che facendo sognare il Sol dell’Avvenire ai pochi sopravvissuti di sinistra, si accontentano di sfruttare le ombre berlusconiane per portare la politica giù, sempre più giù.

Filippo Di Giaccomo è sacerdote e analista de ‘La Stampa’

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06
Giu
09

La Cosa Berlusconi – Jose Saramago (nobel 1998)

No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, “acto de cometer delitos, desobedecer leyes o padrones morales”. La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos?

Non vedo quale altro nome gli potrei dare.Una “cosa” pericolosamente simile ad un essere umano, una cosa che da feste organizza orgie e comanda in un paese chiamato ITALIA. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia con l’essere la causa di morte morale del paese di Verdi se un vomito profondo non riuscirà ad estirparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondamentali della convivenza umanason calpestati tutti i giorni dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi multipli talenti, possiede un’abilità funambolesca per abusare delle parole, cambiandone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo delle Libertà, così si chiama il partito con cui arrivò al potere.
La chiamai delinquente questa cosa e non me ne pento.
Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente possiede in Italia una connotazione negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. Per tradurre in forma chiara e contundente ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli da abitualmente, anche se dubito che Dante l’abbia mai usata. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, d’accordo con il dizionario e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire a leggi o valori morali”. La definizione è calzante per la cosa Berlusconi senza fare una piega, senza sbavature, fino al punto di sembrare più una seconda pelle degli stessi vestiti che indossa. Da molti anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia ma pur sempre dimostrata gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alla legge se non che, ancor più grave, le crea per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati di politico, impresario e compagno di minorenni e, in quanto ai valori morali, non vale la pena parlarne, non c’è nessuno che non sappia in Italia e nel mondo che la cosa Berlusconi è caduta da molto tempo nella totale abiezione.
Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano per due volte ha eletto come modello, questo è il cammino della rovina verso il quale, per trascinamento, vengono portati i valori di libertà e dignità che riempirono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero l’Italia nel 19-imo secolo, durante la lotta per l’unità una guida spirituale per l’Europa e per gli Europei. E’ questo quella che la cosa Berlusconi chiede buttare nell’ immondizia della storia.
Finiranno per permetterglielo gli italiani?




Senso

" ... perchè sopprimere un ideale soffoca il pensiero, esprimerlo senza regole lo rende innocuo ! "

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