Archive for the 'veltrusconi' Category

30
Mar
08

I candidati condannati del PDL e gli amici di Silvio

Cari amici,
dopo le critiche giuste al candidato Leader del PD Walter Veltroni stanotte mi sono dedicato alla ricerca delle gigantesche magagne del PDL, capitanato dall’onnipotente Berlusconi Silvio di cui mi è inutile soffermarmi in quanto già sapete (vi ricordo le leggi Ad Personam e l’editto Bulgaro solo per rinfrescarvi la memoria).
Vi faccio una bella lista dei candidati condannati o particolari che il nostro beneamato Berlusconi ha strategicamente posizionato in lista in modo che vengano SICURAMENTE eletti.
GIAMPIERO CANTONI (n. 6 SENATO)
Da ex presidente della BNL è stato inquisito e arrestato per corruzione e bancarotta fraudolenta. Ha patteggiato la pena per 2 anni ed ha dovuto risarcire 800 milioni di lire.
http://it.wikipedia.org/wiki/Gianpiero_Cantoni

————————————————————————-
MARCELLO DELL’UTRI (n. 7 SENATO)

False fatture e frode fiscale

Condannato in Cassazione per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) a Torino
Tentata estorsione

È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). Il 15 maggio 2007 la terza corte d’appello di Milano conferma la condanna a due anni.[6].

Concorso esterno in associazione mafiosa

• In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo ha condannato Marcello Dell’Utri a nove anni di reclusione con l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Dell’Utri
————————————————————-

ROMANO COMINCIOLI (n. 9 SENATO)

Compagno di scuola e poi manager e prestanome di Silvio Berlusconi, in contatto con Gaspare Gambino (imprenditore siciliano vicino al cosiddetto “cassiere romano di Cosa nostra” Pippo Calò), per i suoi rapporti con Cosa nostra e banda della Magliana venne imputato a Roma, poi assolto. Accusato poi di bancarotta fraudolenta, è stato latitante per alcune settimane. Infine imputato nel processo per le false fatture di Publitalia.
http://it.wikipedia.org/wiki/Romano_Comincioli
———————————————————–

ANTONIO TOMASSINI (n. 12 SENATO)

È stato condannato in via definitiva dalla Cassazione a 3 anni di carcerazione per falso.

http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Tomassini
——————————————————-
SALVATORE SCIASCIA (n. 16 SENATO)

Salvatore Sciascia, direttore centrale degli affari fiscali della Fininvest, venne condannato assieme a Paolo Berlusconi ed al dirigente del gruppo Alfredo Zuccotti per aver pagato una somma complessiva pari a 330 milioni delle vecchie lire ai militari della Guardia di Finanza per indurli a favorire la Fininvest in occasione di tre verifiche fiscali. Nello specifico i controlli erano state effettuati su tre società del gruppo: la Videotime, nel 1989, la Mondadori, nel 1991, e la Mediolanum, nel 1992.

Sentenza passata in giudicato, condanna definitiva della Cassazione il 7 nonembre 2001

Sciascia, che per questa vicenda era stato arrestato il 25 luglio del 1994, aveva ammesso da subito il pagamento della provvigione e, interrogato dall’allora pm Antonio Di Pietro, aveva spiegato che ad autorizzare l’esborso era stato Paolo Berlusconi, dal quale dipendeva. salvando così momentaneamente il grande capo.

———————————————————

ALFREDO MESSINA (n. 18 SENATO)

Vicepresidente Mediolanum (gruppo Fininvest), indagato nella bancarotta HDC, referente fininvest nelle intercettazionei telefoniche con Deborah Bergamini e Luigi Crespi.

www.dsmilano.eu/home/index.ph…ato_confalonie

chiamato come testimone al processo Berlusconi-Mills, si avvale della facolta’ di non rispondere, perche’ indagato di reato connesso

www.lastampa.it/redazione/cms…9147girata.asp

…chissa’ perche’ e’ stato candidato??

————————————————-
ANTONIO DEL PENNINO (n. 22 SENATO)

È stato condannato a: 2 mesi e 20 giorni (poi patteggiati) per finanziamento illecito ENIMONT e 1 anno 8 mesi e 20 giorni (poi patteggiati) per i finanziamenti illeciti alla metropolitana di Milano
http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Del_Pennino

—————————————————

FRANCESCO COLUCCI (CAMERA 1)

Nel 1992 venne processato per voto di scambio, dopo il ritrovamento nel suo archivio informatico personale di migliaia di nomi accanto ai quali erano segnati i favori concessi (assunzioni nel settore pubblico, ricoveri d’ospedale, ecc.). Fu difeso dall’avvocato Domenico Contestabile (ora in Forza Italia) che definì la raccomandazione come non reato; nel dicembre 1994 venne condannato a 1 anno di reclusione per voto di scambio, per poi venire assolto in Cassazione.

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Colucci

———————————————————-

MASSIMO MARIA BERRUTI (CAMERA 2)

è stato inizialmente per un periodo capitano della Guardia di Finanza, nel nucleo speciale di polizia valutaria, incarico poi lasciato, dopo il 1985, anno in cui fu arrestato e indagato all’interno di una storia di tangenti (”scandalo Icomec”) ma che alla fine lo vide solo momentaneamente assolto, lavorando prima come commercialista, in seguito come consulente nella Fininvest di Silvio Berlusconi, dove si occupò di società estere e del Milan
Per il lavoro svolto nel gruppo finanziario nel 1994 subì un arresto, relativamente all’inchiesta sulle tangenti alla Guardia di Finanza, venne accusato di favoreggiamento, di aver tentato di depistare le indagini, cercando di non far parlare i finanzieri arrestati sul caso riguardante la Fininvest. Dal processo ne uscì con inflitta una condanna a 10 mesi in primo grado, successivamente ridotta e venendo quindi ad una condanna definitiva di 8 mesi di carcere per favoreggiamento”

Ecco dei nomi che andranno nella lista, che presto redigerò sulla fedina di tutti i candidati nelle liste dei partiti. (inchiesta:I condannati, gli indagati, all’interno delle liste elettorali)

http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Maria_Berruti

____________________________________

GIUSEPPE CIARRAPICO (NRO 11, LAZIO, SENATO)

Le condanne definitive, confermate dalla Cassazione, sono quattro, per reati che vanno dalla bancarotta fraudolenta alla ricettazione fallimentare, dallo sfruttamento del lavoro minorile alla truffa pluriaggravata, ma potrebbero presto aumentare. In primo grado, il camerata pregiudicato è stato di recente condannato per truffa e violazione della legge sulle trasfusioni.

Ed ora gli “amici del quartierino”:

LICIA RONZULLI (nro 9 MARCHE)

In confronto ai precedenti una santa. E’ la fisioterapista personale che Berlusconi ha conosciuto al Galeazzi di Milano.

 Ha 50-60 collaboratori e opera nel volontariato in Paesi come il Bangladesh con un’equipe chirurgica per i bambini malformati. (questa la giustificazione alla candidatura)

____________________________________

SCAPAGNINI UMBERTO

E’ il medico personale del Berlusca. Già Sindaco di Catania dimesso per diventare parlamentare, come il caro Veltroni. Durante i suoi mandati ha realizzato infrastrutture urbane, il restauro del centro storico della città di Catania, il che ha comportato notevoli sofferenze economiche da parte delle casse comunali, cui conseguenza è stato il dissesto finanziario del Comune nel 2008. Nel mese di Gennaio varie zone della città, non solo dei quartieri periferici ma anche del centro storico, sono rimaste per più giorni prive di illuminazione a causa del non adempimento dei pagamenti all’Enel da parte del comune

http://it.wikipedia.org/wiki/Umberto_Scapagnini

___________________________________

MARIELLA BOCCIARDO

La ex moglie di Paolo Berlusconi.

http://it.wikipedia.org/wiki/Mariella_Bocciardo

___________________________________

DIANA DE FEO

La moglie di Emilio Fede

http://www.dianadefeo.it/

_____________________________________

Potrei anche inserire i suoi tre avvocati personali (prima erano due che occupavano già i loro bei posti alla camera dei deputati) e Debora Bergamini prima segata in RAI da Berlusconi ed ora accolta tra le sue braccia.

Insomma spero di essere stato esaustivo ed aspetto dai soliti che hanno risposto alla mail precedente che trovino le giuste parole anche per questa!

Mat

29
Mar
08

fa il frocio con il culo degli altri

Ebbene ho analizzato in questi giorni una delibera che doveva essere discussa nel consiglio comunale di Roma in data 5 Dicembre 2008.All’ordine del giorno c’era “ la delibera firmata da 10mila cittadini romani, che prevedeva l’istituzione di un registro delle coppie di fatto; la proposta era in calendario giovedì scorso, ma era già previsto uno slittamento.” Inoltre “per l’articolo 8 dello statuto capitolino prevede che entro il 5 dicembre il Consiglio comunale debba votare la delibera di iniziativa popolare presentata sei mesi fa, il 5 giugno, con circa 10.200 firme, il doppio di quelle richieste, che chiede di istituire un registro comunale delle unioni civili. Esattamente come è stato già fatto in oltre trenta città italiane“.Scriveva Cristiana Alicata ,candidata PD e attivista del suddetto partito nella regione Lazio, circa la iniziativa che si sarebbe dovuta compiere da lì a pochi giorni (quanto riportato risale al 30 Novembre 2007): “Sappiamo tutti che il Registro delle Unioni, istituito nei comuni è uno strumento “tecnicamente” debole paragonato al vuoto legislativo di cui l’Italia è vittima rispetto a tutte le altre democrazie occidentali.  Il Partito Democratico è nato come un partito coraggioso, un partito che doveva dare delle risposte all’Italia, delle risposte che la politica così come era, non stava più fornendo e questo è innegabile. Veltroni si è candidato con un discorso al L ingotto in cui ha toccato dei temi caldi, compreso quello del riconoscimento delle coppie di fatto, in particolare dello stesso sesso visto che queste ultime non possono accedere al matrimonio civile. Ora si presenta l’occasione per il nostro sindaco, nostro segretario e futuro candidato premier, di dimostrare che con lui la politica sa dare delle risposte anche sui temi delicati…”. Il tema è quello delle unioni civili: Veltroni, alcune settimane prima del 5 Dicembre durante la trasmissione di Giuliano Ferrara, Otto e Mezzo, aveva “rimproverato” il governo per essersi speso sul tema delle unioni civili con queste parole: “Il tema delle unioni civili è uno di quelli che dovrebbe essere discusso in Parlamento”.
Ma adesso la situazione toccava direttamente a lui ed alla maggioranza nel consiglio comunale che lui rappresentava&hell ip;
 Ebbene come suo solito l’amante del “ma anche”, della diplomazia che riesce a dire si a chiunque, di colui che si era proclamato di fronte alle associazioni gay come paladino delle loro cause (ma anche quelle delle coppie non sposate), di fronte alla scelta così si mosse. Riporto quanto scritto da Panorama :” Nelle settimane scorse il capogruppo del Pd, Pino Battaglia, si era detto a favore (ndr. del registro). Poi, Veltroni è andato oltre Tevere. In udienza dal cardinale Tarcisio Bertone , Segretario di Stato vaticano. E tutto è cambiato. È stato scritto da varie parti che i due non hanno parlato della comune passione juventina, ma al prelato Veltroni avrebbe dato assicurazione che delle unioni civili non se ne sarebbe fatto nulla. Affermazioni mai smentite dal Campidoglio. Sta di fatto che dopo la visita in Vaticano la linea del Pd capitolino è mutata completamente.Si arriva quindi al fatidico giorno, il 5 Dicembre, la suddetta Cristiana Alicata insieme ad altri attivisti ed all’appoggio del Partito Radicale e della Rosa nel Pugno, organizza una manifestazione al di fuori del Campidoglio, oramai convinti che le belle parole spese per il registro da parte degli esponenti del PD erano oramai diventate vaghe elucubra zioni atte solo a sedare animi potenzialmente agitabili. La manifestazione risulterà essere un’insuccesso sia per le poche persone che vi parteciparono (circa 200) sia per il risultato nel dibattito nel comune.
Con 43 voti contrari e 12 a favore, la maggioranza si spacca e il consiglio comunale della capitale respinge la delibera di iniziativa popolare per l’istituzione del registro delle unioni di fatto. Come nelle tre votazioni precedenti, il Partito democratico ha votato contro i provvedimenti avanzati dalla sinistra. … Non c’era invece il sindaco Veltroni e il vicesindaco. “Il sindaco è in Abruzzo”, ha spiegato il suo staff e poi che “questa è un’iniziativa consiliare, non della giunta. E’ normale che lui non ci sia“.
Avete capito bene! Il Sindaco non si presenta nemmeno! Giustificando la sua assenza con un banale “Sono in Abruzzo”!
Ma perché lo hanno votato, dico io, i Romani? Per stare in Abruzzo quando c’è da discutere un delibera importante? Perché almeno non si è presentato davanti al suo consiglio comunale ed ha spiegato le sue idee “cambiate”?
Perché Veltroni non riesce a dire di no a nessuno in faccia e quando deve fare un contrappunto o delibera la stampa o qualche suo “scagnozzo”.
Mi ritorna alla mente un signor commento che ha rivolto all’attuale leader del PD il senatore a vita Francesco Cossiga . “”Quando mi è stato chiesto come il leader del Partito democratico Veltroni tratti il governo Prodi, mi è sovvenuto alla mente il giudizio-aforisma che il Duca François de La Rochefoucauld – personaggio francese del XVII secolo famoso per le sue massime ed i suoi aforismi – espresse in relazione ad una situazione analoga: ‘Fà il frocio con il culo degli altri!”’
Ebbene a questo punto cari miei amici Italiani decidete se volete che usi il vostro culo Veltroni o Berlusconi!
Buena suerte….

18
Mar
08

i furbetti del quartierino

I furbetti del quartierino altro non è che un’espressione romanesca per identificare gli infingardi, coloro che si credono furbi e poi vengono facilmente smascherati.
E’ stata usata nello scandalo BANCOPOLI la prima volta da Stefano Ricucci come eponimo da affibbiare alle due banche Straniere (la spagnola Banco Bilbao Vizcaya Argentaria (BBVA) e la olandese ABN Amro ) che tentavano la scalata alla BNL e alla ANTONVENETA.
Alla fine l’espressione rappresentò il gruppo a cui faceva riferimento il Ricucci e fra cui possiamo annoverare Gianpiero Fiorani, Giovanni Consorte, Danilo Coppola e Giuseppe Scaduto. Tutti personaggi che riuscirono ad accumulare fortune spropositate agevolando, in maniera fraudolenta, la scalata alle due banche prima menzionate da parte della BPL.
La questione ANTONVENETA è assai complessa ed ha avuto sviluppi forti ed importanti. Vittima illustre ne fu l’ex governatore della Banca Di Italia Antonio Fazio solo per farvi capire la portata.
Vi suggerisco di leggere la pagina di Wikipedia dedicata alla vicenda per acclararvi dei dettagli della questione http://it.wikipedia.org/wiki/Bancopoli .
Entrarono a far parte della questione anche ed ovviamente i politici nostrani che vennero intercettati in più occasioni a dialogare apertamente con i furbetti, con però una sagacia maggiore di questi ultimi perché probabilmente già sapevano che il gruppetto era tenuto sotto osservazione.
Riporto in tal caso una felice serie di risposte di Massimo D’Alema:
D’Alema: “Io poi ti devo dire una cosa…ah… se tu trovi un secondo…direttamente”.
Consorte: “Tu domenica sei a Roma? O mi devi parlare prima?”.
D’Alema: “Beh… volevo dirti… delle prudenze che devi avere. Forse…”.
Consorte: “Uhm”.
D’Alema: “Forse ti è arrivata la voce, diciamo. Devo farti una un elenco delle prudenze che devi avere… Sì delle comunicazioni”.
Non sono sicuramente frasi che possono portare ad un’implicazione ma risultano perlomeno sospette.
Fatto sta: le altre intercettazioni che un giornalista del GIORNALE era riuscito, non si sa ancora come, ad ottenere (ed a rendere pubbliche) non furono mai trascritte nei fascicoli della Procura di Milano che lavorava sul caso e quindi, sono dell’idea ,che non avessero alcuna valenza giuridica.
Ne nacque un polverone in quanto anche l’allora segretario dei DS Piero Fassino risultava un comunicatore assiduo con il Consorte di cui sopra, quindi anch’esso associabile al gruppo dei furbetti.
Ma non c’è solo Fassino nel gruppo. Per aggiotaggio venne indagato anche Luigi Grillo grande estimatore di Fazio. Per ricettazione Aldo Brancher e Roberto Calderoli.
Bene il fatto è che l’indulto prima e l’impunità parlamentare poi salveranno i seguenti personaggi, tutti e ripeto tutti, nuovamente presenti nelle liste elettorali:
NICOLA LATORRE (PD) tramite tra il Consorte e D’ALEMA
LUIGI GRILLO (PDL)
ALDO BRANCHER (PDL) 
ROBERTO CALDEROLI  (LEGA)
ovviamente D’ALEMA e FASSINO son sempre presenti nelle liste così come in intercettazioni e dichiarazioni dei vari testimoni del processo.
La mia è un’aperta accusa alla pratica italiana, ma non solo, di far interferire la politica con la finanza, con gli interessi dei banchieri che, vi ricordo, lavorano ed operano con i soldi dei risparmiatori. Un’abitudine discutibile e denigrabile, che speravamo esser passata dopo Tangentopoli ma che, credo, non finirà mai.
Ho un disprezzo forte per coloro che continuano a parlare di come potremo stare meglio, di come potremo dare lavoro ai giovani, permettere di arrivare a fine mese ai pensionati, di abbassare il prezzo delle case, di rinvigorire il mezzogiorno, di diminuire le tasse, di agevolare l’imprenditorialità, di finanziare la ricerca, di dare da mangiare ai poveri che siamo noi tutti poveri disgraziati e poi, quando ottengono il nostro misero voto, finiscono per occupare il loro preziosissimo tempo (25000 euro mensili!) a facilitare i signorotti di turno.
Io sono per gli ideali e per le idee che trovano forma ed attuazione nel quotidiano.
Spero di sbagliarmi ancora una volta nell’affermare che nulla cambierà!
17
Mar
08

Dalla nostra legge elettorale : il Porcellum, alle intenzioni di voto.

Vi mostro oggi tutte le caratteristiche della attuale legge elettorale, detta anche Legge Calderoli dal cognome del celebre onorevole dalle indubbie doti intellettive che l’ha creata e che a suo dire “è una porcata!”.

Abolizione dei collegi uninominali: l’elettore, anziché votare direttamente su due schede separate il candidato prescelto nel proprio collegio uninominale (parte maggioritaria) e la lista da egli preferita, da cui eventualmente scegliere un candidato (parte proporzionale), si limiterà a votare la lista stessa. Le liste dei candidati saranno chiuse e le graduatorie indicate direttamente dai partiti stessi.

Premio di maggioranza: viene garantito alla coalizione vincente un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Esteri, sono contemplati a parte. Per quanto concerne il Senato, tale premio è invece garantito su base regionale, in modo da assicurare alla coalizione vincente in una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati;

Capo della forza politica: tale denominazione è usata per identificare il principale rappresentante o leader di una coalizione, il cui nome apparirà sulla scheda;

Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne i partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati, o al 2% se parte di una coalizione. Per il riparto dei seggi all’interno della coalizione, vengono contemplati solo i voti di tutti i partiti aventi raggiunto tali soglie minime, più eventualmente il maggior partito a non aver superato il 2% dei voti nazionali;

Minoranze linguistiche: coalizzate o non, esse potranno comunque accedere al riparto dei seggi ottenendo almeno il 20% dei voti nelle regioni a statuto speciale.

Bene. Come tutti oramai saprete, da entrambe le fazioni politiche vi era la necessità di cambiare questa legge prima di andare a nuove elezioni. Nella ultima campagna elettorale (quella delle politiche 2006) Prodi aveva annunciato che uno dei loro primi obiettivi sarebbe stato modificare tale legge. In due anni di governo non è mai riuscito a trovare le opportunità per mettere in sesto una costituente che lavorasse per tale necessario obiettivo. Lo stesso Veltroni, che tra l’altro non svolgeva nessun ruolo parlamentare in quanto Sindaco di Roma, si era adoperato per aiutare Prodi in questa difficoltosa impresa. Fatto sta che la inaspettata caduta del governo Prodi e la incapacità da parte delle forze politiche di trovare una rapida soluzione alla cosa hanno portato a fare campagna elettorale per presentarsi agli elettori con un sistema ANTICOSTITUZIONALE. 

Qui sotto vi presento un’azione da parte di due avvocati che hanno presentato istanza al TAR del Lazio. Azione questa che, molto probabilmente, non avrà alcun effetto (come sempre accade nel nostro bel paese) ma che è opportuno sottolineare, soprattutto per marcarne le motivazioni.

Gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.
I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
1) Le liste bloccate che privano l’elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento
2) L’attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima
3) L’indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier
L’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (articolo 3 del Protocollo I).
L’attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento.
L’indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Le motivazioni sono estremamente chiare e mostrano una volta di più quanto INUTILE risulti essere il nostro diritto di voto.
Date queste premesse andiamo ad analizzare le due forze politiche che molto probabilmente assorbiranno più del 70% delle preferenze.
È nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell’Assemblea Costituente. Il partito si presenta agli elettori come un “partito nuovo”, ma allo stesso tempo come l’erede legittimo della precedente esperienza politica de L’Ulivo, intrapresa nel 1995 con l’obiettivo di trovare una sintesi fra le tradizioni della socialdemocrazia, del socialismo democratico, del cristianesimo democratico, del liberalismo e dell’ambientalismo. Walter Veltroni è il segretario nazionale, Dario Franceschini il vice. Il presidente è Romano Prodi, ideatore dell’Ulivo e Presidente del Consiglio dei Ministri in carica da maggio 2006.Esso presenta come Leader il suo segretario Walter Veltroni. Al momento delle primarie egli svolgeva il ruolo di Sindaco di Roma legittimamente eletto nel 2006. In ITALIA è permesso che un sindaco che ha avuto un mandato di 5 anni possa dimettersi per candidarsi alle elezioni. Questo per farvi capire quanto li interessi il voto degli elettori, di coloro che veramente rappresentano, di coloro che gli hanno “assunti” per un lavoro che non sono più disposti a compiere per interessi PRETTAMENTE personali. Obbligando, tra l’altro, ad una nuovo esborso di denaro pubblico per rieleggere un rappresentante che rioccupi il ruolo abbandonato!!!

PDL ( qui il programma http://www.ilpopolodellaliberta.it/PROGRAMMA_PDL_2008.pdf )

La costituzione, avvenuta ufficialmente il 28 febbraio 2008, venne annunciata nel corso di una manifestazione da Silvio Berlusconi il 18 novembre 2007 a Milano in Piazza San Babila, e che candida le proprie liste alle elezioni politiche italiane del 2008. Ha come candidato leader Berlusconi Silvio e come vice Fini Gianfranco.

Il leader , sceso in campo per la prima volta nel 1994, è unanimemente riconosciuto come un manipolatore di menti, uno spregiudicato mentitore, un opportunista. Se prima del 1994 aveva lavorato sempre per i propri interessi personali raggiungendo obiettivi prestigiosi nell’ambito della comunicazione, dopo tale anno si è dichiarato “lavoratore” per la risoluzione dei problemi di stato quando in realtà ha continuato a lavorare per se stesso (ricordiamo solo le leggi ad personam!).

Se avete avuto la pazienza di leggere con attenzione i due programmi avrete potuto chiaramente notare come non vengano affrontate molte problematiche ( conflitto di interessi, concessione delle frequenze televisive, legge elettorale, ddl sul falso in bilancio, inceneritori, energie rinnovabili ) ma soprattutto come risultino estremamente simili oltre che molto ma molto generali. (non entrano infatti mai nei dettagli). (Per esempio da dove tireranno fuori i soldi! I conti non tornano mai!)

Per ricapitolare: andrei a votare senza scegliere chi mi rappresenta (la legge elettorale non me lo consente) e come mi rappresenta (programmi simili).

Sono convinto che la provocazione grilliana di “indovinare” chi saranno i nostri prossimi rappresentanti a Camera e Senato potrebbe diventare una scommessa facilmente vincente.

Per una volta chiedo a voi di darmi delle valide motivazioni per prendere parte al voto.

17
Feb
08

Per farvi capire che sono tutti uguali

Gent.mi Amici
oggi, domenica, mi allontano dalla ricerca dell eccellenza italiana (di cui sto annoverando continuamente esempi a noi non noti) per riportare un altro caso di malapolitica da parte del “nuovo” che avanza. Il mio non è un passaggio politico ma solo un accenno per farvi capire che da un lato e dall’altro sono tutti uguali. I nostri politicanti devono sempre scendere a compromessi con chi li appoggia, con chi possiede i danari con chi ha l’ultima parola. Il problema è che mai la avremo noi cittadini e , soprattutto, mai la potranno avere chi viene considerato, a ragione, più debole.
Saprete bene tutti quali sono i nostri doveri. Non tutti penso sappiano quelli che sono i nostri imprescendibili diritti. Tra questi c’è la possibilità di fare indire referendum attravrerso la raccolta di firme, così come quello di promuovere decreti legge. Questo vale a livello nazionale. A livello comunale una delle più importanti affermazioni della democrazia è quella da parte di TUTTI i cittadini di poter partecipare come semplice pubblico, ai consigli comunali.
Il “nuovo” Veltroni Walter appena prima di dimettersi da Sindaco di Roma ha avuto l’accortezza di presenziare all’ultimo consiglio comunale di Roma per rendersi partecipe del nuovo piano regolatore. Gli addetti ai lavori sanno cosa è un piano regolatore di un intera città e pensa sappiano ben cosa può significare nella vita dei cittadini.
Ebbene il caro Veltroni ha creato un suo piano regolatore che facilita i suoi amici edilcostruttori a scapito di molti inermi cittadini che si vedranno defraudati di molti elementi del patrimonio artistico-rurale della capitale.
MA la cosa ben più grave non è questa ma bensì quella che ci riportano gli attivisti del meetup di Roma e che vi riporto qua sotto:
“L’altro giorno è successa una cosa di una gravità inaudita a Roma, nella sede della massima istituzione democratica locale e cioè il Consiglio Comunale. Si teneva la seduta di discussione ed approvazione da parte del Consiglio del Nuovo Piano “Regalatore” di Roma di Veltroni. Passi (si fa per dire) che si tratta di un piano regolatore voluto fortemente dai costruttori. Passi (si fa sempre per dire) che è un piano dove non sono state accettate le centinaia di osservazioni di comitati e associazioni che chiedevano maggiori tutele e regole per i beni ambientali e culturali.
Un piano che permetterà varianti in tutti i quartieri di Roma senza più passare in consiglio comunale, che non tutela il verde pubblico e gli standard urbanistici dei singoli quartieri e senza una valida “rete ecologica”.
Un piano che permetterà di demolire e ricostruire in centro storico senza la garanzia di un piano di recupero, che cancellerà le memorie storiche di Roma permettendo di demolire gli antichi casali e gli edifici di archeologia industriale che erano tutelati dal “piano delle certezze”.
Un piano che non risolverà il problema della casa perchè permette di finanziare con risorse pubbliche le ville e gli appartamenti voluti dai costruttori invece di utilizzare i fondi per costruire alloggi di proprietà pubblica.
Quello che però NON DEVE E NON PUO’ PASSARE è che i cittadini romani, A CASA LORO, siano tenuti pretestuosamente fuori dalla Sala del Consiglio mentre è in atto la finta
discussione di approvazione! Infatti il piano è stato votato da TUTTA la maggioranza di sinistra in un’aula del consiglio comunale mezza vuota, con la presenza di costruttori e imprenditori edili (sembra espressamente invitati) mentre e’ stato impedito l’accesso ai rappresentanti dei comitati ed ai semplici cittadini che hanno chiesto per ore ai consiglieri comunali di destra e di sinistra di potere entrare SENZA RICEVERE ALCUN AIUTO!
Ci vuole la faccia tosta del dimissionario sindaco Veltroni che ha dichiarato: “un piano che e’ stato approvato dalla democrazia della città” quando passerà invece alla storia come il sindaco che NON ha voluto la partecipazione della città non rispondendo MAI agli appelli delle associazioni e dei cittadini che gli chiedevano di fare applicare il regolamento della partecipazione pubblica (la cui applicazione è prevista dallo Statuto del Comune).
Il sindaco PR (come quello delle discoteche) ha fatto prima della nostra città quello che voleva e poi della sala del Consiglio Comunale il salotto di casa sua, decidendo pare AD INVITI (proprio come in discoteca!!!) chi far entrare e chi no, in modo che alle televisioni presenti fosse garantito il lungo applauso dei costruttori titolari del nuovo piano “Regalatore”.
Quello che è successo è inaudito, inaccettabile ed ANTICOSTITUZIONALE. Se questo è il modello Roma che Veltroni vuole esportare nel resto d’Italia, noi romani diciamo NO, GRAZIE. Abbiamo intanto presentato un esposto alla Questura di Roma raccontando i fatti e ci riserviamo di andare alla Procura della Repubblica di Roma per depositare, con l’ausilio dei nostri avvocati, formale denuncia dell’accaduto.”
E va bhe! DA domani continuerò a informarvi sulle buone cose della nostra nazione!!!!

Matteo




Senso

" ... perchè sopprimere un ideale soffoca il pensiero, esprimerlo senza regole lo rende innocuo ! "

Al giorno d’oggi

luglio: 2017
L M M G V S D
« Giu    
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31  

Post più letti

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog