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06
Giu
09

La Cosa Berlusconi – Jose Saramago (nobel 1998)

No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, “acto de cometer delitos, desobedecer leyes o padrones morales”. La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos?

Non vedo quale altro nome gli potrei dare.Una “cosa” pericolosamente simile ad un essere umano, una cosa che da feste organizza orgie e comanda in un paese chiamato ITALIA. Questa cosa, questa malattia, questo virus minaccia con l’essere la causa di morte morale del paese di Verdi se un vomito profondo non riuscirà ad estirparlo dalla coscienza degli italiani prima che il veleno finisca per corrodere le vene e distruggere il cuore di una delle più ricche culture europee. I valori fondamentali della convivenza umanason calpestati tutti i giorni dalle viscide zampe della cosa Berlusconi che, tra i suoi multipli talenti, possiede un’abilità funambolesca per abusare delle parole, cambiandone l’intenzione e il senso, come nel caso del Polo delle Libertà, così si chiama il partito con cui arrivò al potere.
La chiamai delinquente questa cosa e non me ne pento.
Per ragioni di natura semantica e sociale che altri potranno spiegare meglio di me, il termine delinquente possiede in Italia una connotazione negativa molto più forte che in qualsiasi altra lingua parlata in Europa. Per tradurre in forma chiara e contundente ciò che penso della cosa Berlusconi utilizzo il termine nell’accezione che la lingua di Dante gli da abitualmente, anche se dubito che Dante l’abbia mai usata. Delinquenza, nel mio portoghese, significa, d’accordo con il dizionario e la pratica corrente della comunicazione, “atto di commettere delitti, disobbedire a leggi o valori morali”. La definizione è calzante per la cosa Berlusconi senza fare una piega, senza sbavature, fino al punto di sembrare più una seconda pelle degli stessi vestiti che indossa. Da molti anni la cosa Berlusconi commette delitti di varia ma pur sempre dimostrata gravità. Per colmo, non è che disobbedisca alla legge se non che, ancor più grave, le crea per salvaguardare i suoi interessi pubblici e privati di politico, impresario e compagno di minorenni e, in quanto ai valori morali, non vale la pena parlarne, non c’è nessuno che non sappia in Italia e nel mondo che la cosa Berlusconi è caduta da molto tempo nella totale abiezione.
Questo è il primo ministro italiano, questa è la cosa che il popolo italiano per due volte ha eletto come modello, questo è il cammino della rovina verso il quale, per trascinamento, vengono portati i valori di libertà e dignità che riempirono la musica di Verdi e l’azione politica di Garibaldi, coloro che fecero l’Italia nel 19-imo secolo, durante la lotta per l’unità una guida spirituale per l’Europa e per gli Europei. E’ questo quella che la cosa Berlusconi chiede buttare nell’ immondizia della storia.
Finiranno per permetterglielo gli italiani?

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Senso

" ... perchè sopprimere un ideale soffoca il pensiero, esprimerlo senza regole lo rende innocuo ! "

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