Archive for the 'informazione' Category

07
Giu
09

Capirete…

Ciao a tutti

stasera dopo le 22 già saprete in che tipo di Regime state vivendo.

Finalmente capirete che anche quella che voi chiamate felicità è pura finzione.

Capirete che la vostra cultura è misera ed i vostri genitori dei biechi fantocci in mano ad un potere squallido (tutti anche i miei genitori ci metto dentro!).

Capirete che la maggior parte delle persone che vi circonda non ha libertà di esprimersi, sono manichini standardizzati (ricordo il video The Wall) che cercano di apparire senza essere, che parlano di calcio, culi, grida e basta.

Capirete che forse anche voi fate parte di quel sistema, che lo state vivendo da dentro, che ci siete nati dentro e che non ci capite un CAZZO di quello che vi ho sempre scritto.

Capirete che il sorriso e dire che LA CRISI NON esiste son solo baggianate di cui vi hanno convinti.

Capirete che il vostro paese sta miseramente fallendo, che tra pochi anni patirete la fame (prima quella culturale e poi quella vera, atroce).

Capirete che c’erano state persone che ve lo avevano detto… ma che ora sono sulle zattere di salvataggio e vi stanno salutando con il fazzoletto bianco mentre la vostra nave dorata di cartapesta sta miseramente affondando.

Gli Italiani prima erano visti come stimolo per la loro forma di creare, per il loro modo libero di pensare. Adesso, salvo rare eccezioni, sono visti come un pericolo.

Prima ci chiamavano gigolò le donne, adesso ci chiamano porci!

Capirete infine che il vostro prossimo è un delinquente e sappiate che quando un popolo finisce per NON fidarsi dei propri elementi è un POPOLO MORTO.

Bene: spero che queste cose NON le dobbiate capire tra stanotte e domani. Spero di sbagliarmi pensando che B. vinca ancora, lo spero vivamente ma…

Vi allego un altro articolo uscito su ElPais (di un giornalista italiano, in Italia NON l’avrebbe potuto pubblicare, ovvio).

Buona lettura e… c’è ancora qualche altra scialuppa per fuggire!


L’abitante medio di Berlusconilandia si avvicina alla sessantina. Da adolescente, ha avuto la fortuna di accedere ad un sistema scolastico libero e gratuito, di ottima qualità. E sempre “a gratis”, come dicevano i sudditi del papa Re, è stato assistito, per almeno tre decenni e mezzo, da un sistema sanitario che gli americani nemmeno sognavano. Così, in buona salute e pervaso da idee altruiste, ha partecipato ad un’indimenticabile stagione politica -tra gli anni Settanta-Ottanta- dove tutti pensavano di avere un solo fine, quello di garantire diritti uguali per tutti e a vantaggio di tutti.

Oddio, anche l’abitante medio di Berlusconilandia ha letto Orwell e ha meditato sul fatto che in una società di uguali, qualcuno riesce sempre ad essere più uguale di qualcun altro. Ma erano tempi in cui i futuri berlusconidi potevano pensare al futuro con un certo ottimismo. Perchè, in un Paese dove la funzione di mamma era svolta da una vecchia, cara Chiesa Cattolica sempre pronta a distrarsi dalla religione per impegnarsi nel sociale e dove il ruolo del papà veniva assunto da un Partito Comunista -il secondo per iscritti dopo il PCUS- che si definiva geneticamente disinteressato al socialismo perché fondato da Gramsci soprattutto per conquistare l’egemonia culturale, nello Stivale la vita sembrava scorrere concreta nei fatti, libera nella fantasia.

Ci voleva un personaggio monomaniacalmente interessato solo a se stesso per rompere l’incanto. Berlusconi iniziò a fondare Berlusconilandia quando fece credere alla mamma ed al papà della Penisola di poter riuscire, proprio come l’Arlecchino di Goldoni, ad essere il servitore di due padroni. Dalla Chiesa, cioè dal gesuita Padre Rotondi, rilevò le frequenze oberate di debiti di Rete 4, promettendo che sarebbe rimasta la base del futuro sistema televisivo cattolico italiano.

Come ex frequentatore di istituzioni cattoliche, compresa l’Opus Dei, sapeva benissimo che le promesse fatte ai preti non sono vincolanti e, comunque, ogni offesa è riparabile con una congrua offerta per buone opere future. Alla sinistra promise libero accesso a Canale 5 per ogni utopia immaginata dalla galassia “progressista” del Paese. E per non suscitare troppi dubbi, assunse a piene mani i rampolli di tutti gli intellettuali organici alla cultura bene intenzionata e ipersalariata di sinistra. Anzi, nei primi dieci anni di vita del sistema mediatico del Cavaliere di Arcore, entravi a Canale 5 presentato dalla sinistra: sarà solo un caso se i personaggi, comici e giornalisti compresi, che furoreggiano su Telekabul, cioè la terza rete della televisione di stato, si sono in molti casi fatti ossa e fama sulle reti Mediaset?

L’abitante medio di Berluscolandia, più o meno giovane, non ha motivi per meravigliarsi della vicenda Noemi. I più anziani ricordano negli anni Ottanta una trasmissione berlusconiana intitolata “Non è la Rai” che, per diversi anni, ha sedotto almeno una generazione di italiane adolescenti mentre a sinistra si proponeva la depenalizzazione dei rapporti sessuali tra minorenni senza limiti di età ed adulti. Qualche ottuso baciapile conserva le interviste e gli articoli con i quali, all’epoca, un intellettuale allora deputato e ora sognatore di improbabili rivoluzioni proletarie su Il Manifesto, non solo difendeva la tesi ma si dichiarava pronto a dare nomi di minorenni figlie di sue amiche, alle quali aveva insegnato l’arte ed il mestiere della camera da letto.

Perciò nemmeno l’abitante più giovane di Berlusconilandia si stupisce poiché quello che Berlusconi fa nella sua villa sarda lo vede fare negli attici con terrazza del centro di Roma e nelle ville di Malindi. E seppure di centrosinistra, ha dovuto votare sindaci e segretari politici che coltivano l’hobby di possedere case a New York e in diverse località esotiche. Oltretutto negli ultimi parlamenti, ha visto candidare cugine e fidanzate di chiunque, pornodive e transessuali senza altri mestieri che facendo sognare il Sol dell’Avvenire ai pochi sopravvissuti di sinistra, si accontentano di sfruttare le ombre berlusconiane per portare la politica giù, sempre più giù.

Filippo Di Giaccomo è sacerdote e analista de ‘La Stampa’

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04
Lug
08

Federico Aldrovandi e Riccardo Rasman

Quando ho visto per la prima volta gli imputati dell’omicidio di mio figlio ho provato rabbia cieco dolore disgusto soffocante, ma anche sorpresa. La stessa sorpresa che ho trovato nelle parole di Hanna Arendt alla vista di Eichmann, criminale nazista. Lei sostenne che “le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale, ne demoniaco ne mostruoso”. La percezione dell’autrice di Eichmann sembra essere quella di un uomo comune, caratterizzato dalla sua superficialità e mediocrità”. Ciò che la Arendt scorgeva in Eichmann non era neppure stupidità ma qualcosa di completamente negativo: l’incapacità di pensare. In quell’alba maledetta pensavano, i 4 che hanno tolto la vita a mio figlio, alle conseguenze del loro “pestare di brutto per mezzora” e alla conseguenza della loro ferrea volontà di annichilire un ragazzo soffocandolo a terra? Ne porteranno il peso per sempre.”
 
Con queste parole la madre di Federico Aldovrandi spiega nel suo blog (http://federicoaldrovandi.blog.kataweb.it/) la reazione che ha avuto alla vista dei 4 poliziotti che all’alba del 25 settembre 2005 tolsero la vita a suo figlio. Tra pochi giorni ci sarà la sentenza. Il fatto già lo raccontai ma non mi esimo a ripeterlo. Federico aveva appena compiuto 18 anni, era uscito la sera con alcuni amici per andare in discoteca in un paese attiguo, tornando a casa all’alba, lasciato da un suo amico non lontano da casa, si avviava a piedi. Era ubriaco magari, magari aveva assunto qualche sostanza stupefacente, faceva confusione all’alba. Una pattuglia si avvicina per calmarlo e … lo uccidono per soffocamento.
 
Riccardo Rasmas di anni ne aveva 34. Prima di fare il militare in aeronautica stava facendo pratica come meccanico. Il nonnismo sotto il militare lo rese invalido. Percepiva la pensione di invalidità, avevi anche problemi psichici dovuti al trauma. Riccardo viveva in un piccolo monolocale da poco concessogli dall istituo case popolari di Trieste, Riccardo aveva trovato finalmente un lavoro come netturbino. Riccardo era finalmente felice e voleva solo festeggiare, a modo suo. Aveva comprato dei petardi ed aveva iniziato a tirarli. Facevano solo rumore.
Quel rumore ha portato la vicina di casa a chiamare la polizia. Riccardo ha smesso, è andato in cucina ed ha scritto un foglietto.
Riccardo ha scritto :” Mi sono calmato, per favore non fatemi del male”.
Riccardo ha nuovamente paura, ha paura di essere nuovamente picchiato.
Arrivano tre poliziotti ed una poliziotta.
Riccardo viene ucciso per soffocamento!
 
 
Non sarò mai contro la Polizia e contro coloro che ci proteggono. Però sono contro qualsiasi ingiustizia, soprattutto quando colpisce i più deboli. Sono contro l’occultamento delle prove per proteggere i colpevoli, sono contro la disonestà imperante.
02
Lug
08

Gli intellettuali ed il cammino verso la verità

Chi sono gli intellettuali?
 
Nella concezione aristotelica erano definite intellettuali quelle virtù come scienza, sapienza, intelligenza e arte che consentivano all’anima intellettiva di raggiungere la verità.
 
Coloro quindi che posseggono le capacità intellettive di raggiungere, o perlomeno avvicinarsi alla verità.
 
Bene l’8 di Luglio Pancho Pardi, Furio Colombo e Paolo Flores D’Arcais hanno indetto una manifestazione a Roma contro le leggi vergogna quali la blocca processi, la blocca intercettazioni e la nuova salva-premier. Questa manifestazione vedrà la partecipazioni e l’appoggio di numerevoli “intellettuali” italiani: da Umberto Eco a Margherita Hack, da Oliviero Beha a Dacia Maraini. Sicuramente molti rappresentanti e militanti del PD (il partito capo dell’opposizione) saranno presenti o, almeno, questo è ciò che ci auguriamo.
 
Walter Veltroni non vuole che il suo partito partecipi. I motivi sono due (riporto più o meno testualmente le motivazioni lasciate alla stampa): “non vado in piazza con i soliti noti” e “il PD è un grande partito e quindi non partecipa a manifestazioni a gratis indette da altri”.
Praticamente l’inciucio tra il cavaliere e l’uomo di gomma Veltroni si sta manifestando anche nei confronti di quelle correnti politiche “affiliate” al PD. Un inciucio che non può che portare il paese allo sfascio definitivo! Non basta come ha detto l’ex sindaco di Roma un opposizione in aula. Non è sufficiente perchè la gente non conosce e non ascolta l’aula. La gente “legittima” Berlusconi perchè ignora, perchè gli vengono taciute le verità scottanti.
 
La maggiorparte delle persone è lobotomizzata dalla televisione, li vengono occultate anche le più ovvie verità con la semplicità con cui si nasconde al bambino il pericoloso oggetto del desiderio. Forse non ci rendiamo coscienti del pericolo, del baratro in cui stiamo sprofondando. I salari non hanno più un potere di acquisto e tra pochissimo anche i risparmi perderanno il loro valore intrinseco. I mutui stanno aumentando con percentuali da capogiro ed entro poco tempo chi ne ha fatto richiesta sarà obbligato a vendere pur di mangiare. L’inflazione ha raggiunto livelli record dal dopoguerra e il peso fiscale è il più alto di tutta europa. Questa è la dura realtà dei fatti. Le necessità sono quelle di creare una indipendenza energetica del paese che non sia più suddito della Francia, del petrolio, della Germania. Investire in energie alternative, in modo tale che ogni singolo cittadino si indipendentizzi energeticamente. Necessitiamo riforme sanitarie che permettano di investire soldi nella ricerca per allontanarci definitivamente dalle lobby farmaceutiche. Necessitiamo uno stravolgimento delle priorità dei poteri che una casta non può fare!
 
Necessitiamo di intellettuali che ci avviino e ci mostrino la linea guida verso la verità!
 
Vi parlo da ricercatore ed amante dello sviluppo. Abbiamo in mano le carte per vivere meglio, per migliorare la situazione da tutti i punti di vista. La ricerca, seppur con gravi difficoltà, ha in mano la soluzione a moltissimi problemi. Basta che venga ascoltata! Basta che chi ha in mano il mandato della nazione pensi a essa e non ad interessi personali.
 
Il mio è un nuovo “J’accuse” contro tutta la classe politica facinorosa che ci sta amministrando.
 
Italiani avete sbagliato! Avete votato, e questo è stato il vostro più grande errore. Pentitevi, ragionate ed eliminate il vostro sbaglio con le armi della civiltà, del dialogo e se non bastano della lotta!
 
Vi allego un intervento di Paolo Flores D’arcais da cui ho tratto spunto per questo mio “sfogo”. Vi prego di dedicare 5 minuti del vostro prezioso tempo per ascoltare.
 
Un saluto
 
Mat
01
Lug
08

Lodo Schifani Bis (o Ber…)

Cari amici miei
 
mi piacerebbe potervi parlare delle sensazioni espresse da questo popolo iberico dopo una vittoria attesa da 44 anni in campo calcistico. Mi piacerebbe veramente mostarvi una gioia come quella che due anni or sono riempì i nostri cuori. Ma i problemi sono molto più grandi di una vittoria nel regno del pallone. Le urla e le grida sono banalissimi specchi per le allodole per chi, come noi tutti, cerchiamo di vivere nell’onestà, nelle regole, nella speranza di non soffrire e di non veder soffrire.
 
Lasciamo quindi da una parte il faceto e torniamo a discutere del serio.
 
Giorni or sono vi inviai una mail sulla disquisizione aperta dalla blocca-processi. Adesso è all’ordine del giorno il Lodo Schifani bis che prevede l’impunità per le 4 più alte cariche dello stato (Presidente della Repubblica, Presidente Del Consiglio, Presidenti di Camera e Senato) . Il bis sta, ovviamente, per rivisitazione. Perché già nel 2003 venne affrontato e bocciato dal CSM (Consiglio Superiore Della Magistratura). Adesso ci riprovano modificando pochi pezzi tanto per vedere se questa volta va in porto. L’articolo è banalmente anticostituzionale, non c’è bisogno di un costituzionalista di esperienza per capire che va contro l’articolo 3 della nostra bene amata ed oltraggiata costituzione ( Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.)
 
I nostri nuovi governanti fanno in modo di inserire come lodo qualcosa che va a modificare la costituzione. Ben sapete che per modificare quest’ultima il processo è invece estremamente più complesso ed articolato (doppio passaggio nei due rami del parlamento, maggioranza dei due terzi di esso, eventuale necessità referendaria) e quindi sicuramente insuperabile. Per questo motivo, per rendere il tutto più rapido (ma non per questo meno doloroso) lo inseriscono come lodo per fare in modo che si renda rapidamente efficace.
Non mi voglio soffermare su Berlusconi, perché è banalmente la causa prima della nascita di tale lodo (solo mio figlio Juan non lo ha ancora capito, ma tra un paio di mesi anche a lui gli inizieranno a girare i coglioni) ma sulla stupidità delle cose che ci raccontano per farci passare da inetti.
 
Bene , il giorno 28 Giugno 2008, la capogruppo del Senato del PD (la nostra opposizione), interpellata sulla possibilità del lodo Schifani bis, così viene riportata da Fuccaro Lorenzo, giornalista del Corriere della Sera :
 
La stessa Finocchiaro dice di «non avere nessuna pregiudiziale di principio». «Un sistema di immunità per le alte cariche esiste anche in altri Paesi europei».
 
La nostra cara Anna Finocchiaro purtroppo si sbagliava in pieno, e ha fatto cadere in errore anche il sottoscritto.
 
Ma noi poveri umani pensiamo che coloro che leggiamo ed ascoltiamo, coloro che sono stati eletti e che supponiamo conoscano a menadito regole e leggi (cazzo è il loro lavoro!), siano fonti autorevoli e, in quanto tali, prive di errore.
 
Me tapino!
Banalmente sono andato a spulciare in rete per capire quanta veridicità esisteva in tali affermazioni. Per capire se noi Italiani eravamo retrogradi per non aver mai inserito nelle nostre leggi tale lodo.
Perché la nostra sudditanza nei confronti dello straniero è tale che bisogna, cappero, mettersi al passo con i tempi. Anche se gli altri creano leggi vergogna, noi bisogna esser pari a loro.
 
Ebbene: non ve la farò tanto lunga. Negli altri stati non esistono leggi vergognose come quella che stiamo (pardon, stanno) per approvare. Non esistono per il semplice fatto che vivono in democrazia. E noi, oramai da perlomeno 15 anni, non sappiamo nemmeno che cazzo significhi democrazia.
 
A conferma di quanto detto vi riporto uno stralcio dell’ultimo intervento di Marco Travaglio:
 
Questo è il punto fondamentale. Naturalmente ci stanno raccontando che in tutto il mondo c’è già il lodo Schifani, il lodo Alfano, il lodo Berlusconi. Non esiste Paese al mondo dove il Presidente del Consiglio, primo ministro o premier, chiamiamolo come vogliamo, abbia l’immunità. L’immunità è prevista per i sovrani, la Regina d’Inghilterra e il re di Spagna, per il Capo dello Stato in Francia e non per legge ma per interpretazione. E riguarda Chirac che era accusato di fare assunzioni fittizie al comune di Parigi quando era sindaco ed è stato raggiunto da questo processo quando già era Presidente della Repubblica. Si è sospeso e adesso lo processano, ché è uscito dall’Eliseo. Reato funzionale, collegato alla carica che esercitava di sindaco di Parigi, processo nato dopo l’elezione. Se fosse nato prima non l’avrebbero certamente candidato alla presidenza della Repubblica ben sapendo che dopo avrebbe potuto essere processato e condannato. Stiamo parlando di situazioni completamente diverse. In ogni caso Chirac è il Capo dello Stato e non il primo ministro. Il primo ministro non è immune in nessuna parte del mondo, anzi in Francia il primo ministro e gli altri ministri non possono essere parlamentari, quindi possono essere pure arrestati perché non hanno nemmeno l’immunità dall’arresto che hanno i parlamentari. Pensate le balle che vi raccontano. Ci sono Capi di Stato che vengono processati e stanno pure zitti, tipo Clinton che ha subito sette indagini e tre processi. Tipo Nixon, che ha subito un’indagine e si è dimesso, tipo Reagan, che ha subito tre indagini. Il presidente della repubblica di Israele, Katzav, presidente di una repubblica che è in guerra da quando è nata, si è dimesso l’anno scorso perché indagato per molestie sessuali ai danni di alcune dipendenti del suo ufficio, di alcune segretarie. E oggi si sta parlando anche delle possibili dimissioni, che forse avverranno dopo l’estate, del primo ministro Olmert, di un paese in guerra come Israele, coinvolto in un caso di fondi illeciti al partito.

Per chi ha  voglia leggere l’intervento integrale ( http://www.beppegrillo.it/2008/06/passaparola_lun_4.html#more ).
 
Vi auguro un felice futuro.
Speranzoso che fuggiate o che lottiate fino alla morte per ristabilire un poco di ordine nel vostro ( e mio) Stato.
 
Viva l’Italia!
25
Giu
08

Scappate! Finchè siete in tempo!

Non voglio apparire sempre il solito indomito catastrofista.
Tantomeno l’esagerato di turno che impreca contro il banale e semplice bersaglio-Berlusconi.
Non voglio sembrare nemmeno un facinoroso ottuso sinistrorso (quale non sono) che si infiamma nel leggere certi articoli.
 
Voglio solo analizzare i fatti dal punto di vista più semplice possibile. Le leggi nascono per essere applicate, così come le regole della matematica nascono per permettere di risolvere i problemi. Le leggi subiscono quel famoso processo che è l’interpretazione nell’applicazione. Resta comunque il fatto che esse seguono schematismi e metodi che si riflettono su una società da regolamentare. Società ebbra di variabili ma che nelle leggi trova un senso, una linea guida.
Bene oggi è stata approvata in Senato la cosidetta “salvapremier”. Classica definizione mediatica per dare risalto alle incongruenze della “dirigenza” berlusconiana.
Ma andiamo più nei dettagli della legge e vediamo come essa deturpa la Giustizia Italiana oramai ridotta allo stremo.
 
Ragazzi, forse non capite come è ridotta la giustizia in Italia. Non ve ne rendete nemmeno conto! E’ molto meglio uccidere che non pagare una multa. Molto ma molto rubare un paio di milioni di euro che non pagare il mutuo per un mese. Molto ma molto meglio delinquere pesantemente che cercare di restare nelle regole e, umanamente, sbagliare.
 
Se vi sentite garantiti da questa giustizia, oramai macellata da regole ostruzionistiche, continuate a vivere nelle norme. Seguite alla lettera tutti i dettami. Non sbagliatevi mai ma…
se proprio pensate di sbagliare, sbagliate bene, sbagliate forte, perchè senno non vi salverete.
 
Vi riporto una parte dell’articolo che mi ha dato quest’oggi lo spunto per riflettere.
 
 
 
 
Un processo che sta arrivando a sentenza entro l’estate: il processo Mills.
Guardate, non è un processo che nasce dalla perfidia delle toghe rosse. Quello è un processo che nasce dal fatto che un giorno l’avvocato Mills, già consulente della Fininvest per la finanza estera, inglese, scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan.
Gli dice: “guarda che mister B. – che sarebbe il nostro presidente del Consiglio – mi ha fatto avere in Svizzera, tramite un suo dirigente, Bernasconi che poi è morto – seicentomila dollari. Me li ha fatti avere in nero, perché quelli sono un regalo in cambio delle mie testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano. Quando sono stato chiamato a testimoniare contro di lui, su di lui, nel processo delle mazzette alla GdF e nel processo dei fondi neri di All Iberian, io non è che proprio ho mentito. Ho fatto lo slalom, ho fatto lo zig zag. Non ho detto tutto quello che sapevo, e l’ho tenuto fuori – dice testualmente Milss al suo commercialista – da un mare di guai”.
Questo, in Italia, ma anche in Italia e anche in Inghilterra, si chiama falsa testimonianza perché ha giurato di dire tutta la verità. E se uno in cambio di una falsa testimonianza poi prende dei soldi questa si chiama corruzione giudiziaria del testimone. Perché se corrompi un testimone che deve parlare di te, o lo ricompensi dopo che non ha parlato di te, vuol dire che tu ti sei comprato il processo. Cioè hai fatto in modo che un colpevole venisse assolto mentre era colpevole e meritava un condanna.
 
Quindi, perché noi sappiamo di questa lettera? In fondo è una lettera privata di un cliente a un suo commercialista, direbbe un italiano nella sua mentalità italiana. Attenzione. Qui siamo a Londra. A Londra, il commercialista Drennan, tenuto a regole di comportamento etico strettissime, con un codice deontologico severissimo, letta quella lettera dice: “qui c’è puzza di mazzette. Qui c’è puzza di evasione fiscale”. Che cosa fa? Copre il suo cliente? Ma manco per sogno. Lo denuncia al fisco inglese.
Pensate, il commercialista di Mills, pagato da Mills, denuncia Mills al fisco inglese. Parte l’indagine e le carte vengono trasmesse al tribunale di Milano per i reati commessi da quello che gli ha dato i soldi. Secondo Mills, e cioè mister B. Abbiamo quindi la confessione di un ex-consulente della Fininvest.
 
È questo che innesca il processo. Non le toghe rosse…
 
Naturalmente poi Mills, quando scopre che gli hanno trovato la lettera si precipita a Milano, prima dice che è vera, poi smentisce, poi ritratta, poi ritratta la ritrattazione. Ma insomma, fa fede quello che hai scritto quando pensavi che nessuno ti leggesse. A parte il tuo commercialista. Su questo si basa il processo Mills. E alla vigilia della sentenza, Berlusconi teme, sapendo ovviamente di avere fatto quello che ha fatto, una condanna non perché il giudice è rosso, ma perché c’è la lettera di Mills che lo incastra. Oltre al versamento. E quindi cosa fa? Ancora una volta è costretto a difendersi per legge. Anziché nel processo, cioè in aula, lui si difende dal processo stando in un’altra aula, quella del Parlamento, dove ha scritto una lettera al suo riportino Schifani, per farsi benedire e soprattutto per ottenere corsie di emergenza per una legge che è spettacolare.
 
È una legge blocca-processi. Pensate che cosa si sono inventati. Dice: “noi blocchiamo tutti quei processi per fatti commessi fino a giugno del 2002 che si trovino nella fase o dell’udienza preliminare o del dibattimento di primo grado. Naturalmente il processo Mills riguarda fatti commessi entro e non oltre giugno 2002 e nella fase del dibattimento di primo grado. E li blocchiamo per un anno. Pensate che generosità. Ellekappa ha fatto vignetta bellissima, dice: “Berlusconi è altruista. Rinuncia volentieri ai suoi processi, a vantaggio di quelli altrui”. È un samaritano, praticamente. Quelli altrui andranno avanti, i suoi resteranno bloccati. Ma assieme ai suoi, resteranno bloccati tutti quelli come i suoi.
E adesso qualcuno dirà: “va beh, saranno le solite quattro o cinque questioni finanziarie di cui siete fissati voi giustizialisti”. No.
 
Vengono sospesi obbligatoriamente i processi per: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, frodi fiscali, usura, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, detenzione di documenti falsi per l’espatrio, corruzione, corruzione giudiziaria – è quella di Mills – abuso d’ufficio, peculato, rivelazioni di segreti d’ufficio, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione di armi anche clandestine, immigrazione clandestina – pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi – calunnia, omicidio colposo per colpa medica – tutti gli errori dei medici – omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata – tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa – truffa alla Comunità Europea, maltrattamenti in famiglia, incendio e incendio boschivo, molestie, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari, somministrazione di reati pericolosi, circonvenzione di incapace. Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono sospesi. Per sospenderne uno, l’Associazione Magistrati ha calcolato che ne sospende circa centomila.

Esempio, perché poi c’è anche un aspetto psichiatrico in questa legge.
 
Uno straniero violenta una studentessa alla fermata del tram. Secondo esempio, uno studente cede una canna di hashish a un coetaneo. Quale processo viene sospeso e quale invece si fa subito? Si fa subito quello allo studente che ha ceduto la canna. Mentre quello dello straniero irregolare che ha violentato la studentessa viene rinviato a data da destinarsi.

Due zingarelle rapiscono un bambino. Oppure, due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e uscendo la guardia giurata. Quale processo si fa per primo? Naturalmente quello alle due zingarelle che rubano il formaggio. Non a quelle che rapiscono il bambino.

Risposta numero tre. Un chirurgo in un intervento fa un grave errore e provoca la morte di un bimbo. Un giovane ruba il telefono cellulare a un coetaneo e lo minaccia con un coltellino. Quale processo si fa prima? Si fa prima quello del furto del cellulare, non quello dell’errore medico.

Esempio numero quattro. Un assessore becca una tangente per truccare appalti. Suo figlio compra un motorino rubato e poi ci cambia la targa. Indovinate quale processo viene sospeso? Naturalmente quello per la tangente. Invece quello per il motorino si fa subito.

Infine, uno straniero ubriaco a bordo di un’auto rubata investe tre pedoni sulle strisce. Oppure due parcheggiatori abusivi chiedono un euro a un automobilista e minacciano di rigargli la macchina se non glielo da. Quale processo si fa per prima? Quello al posteggiatore abusivo. Quello allo straniero ubriaco che ha steso le tre persone sulle strisce, no.

Questi sono tutti esempi che ha fatto l’Associazione Magistrati in uno studio sugli effetti di questa legge. Una legge che oltretutto non sospende i processi solo per un anno. Dice di sospenderli per un anno, poi in realtà bisognerà rimetterli a ruolo. La prescrizione si blocca per un anno. Dopodichè tutti i tempi morti, anni e anni, che richiederanno ai tribunali per rimetterli nel ruolo, farà sì che tutti quei processi sospesi per un anno riposeranno in pace e finiranno tutti in prescrizione. Compreso quello a Berlusconi.

23
Giu
08

Messina…e le sue baracche

Riporto un articolo del Corriere della Sera sulla baraccopoli di Messina.
Baraccopoli dove non vivono i ROM di turno o extracomunitari appena scesi da qualche barcone.
Vivono più di 3000 famiglie italiane. Ereditari di case fatiscenti con soffitti cancerogeni, di topi e di sporcizia dal 1908. Da quando cioè le loro case vennero distrutte da un terremoto e le amministrazioni locali crearono queste favels di “appoggio” prima della ricostruzione.
Un “appoggio” che dura da 100 anni!
 
Cosa c’è di nuovo da dire sulle baracche a Messina? Nulla. Forse questa novità, cioè che l’amianto cancerogeno delle tegole di eternit si sta sgretolando del tutto (ammalorato dicono i tecnici) e che quindi, attraverso l’ultima sofferenza della malattia, si risolverà il problema di questa gente prima che la politica faccia il proprio dovere. La domanda che si fanno questi messinesi è: «Chi arriva per primo? L’amianto o la politica?»
QUANTE SONO – Solo per chi non lo sapesse, ma soprattutto per chi volutamente ignora a Messina ci sono 3.336 baracche (censite da Legambiente). E ci vivono più di 3.100 famiglie (da queste parti i nuclei familiari sono superiori alla media nazionale). Costruite cent’anni fa, dopo il sisma del 1908 che rase al suolo la città dello Stretto, queste favelas si trovano nei quartieri di Giostra, Camaro e Fondo Fucile. Ma non rappresentano l’emergenza di un’ondata migratoria di rom o extracomunitari ma sono solo spettrali residenze italiane. Le baracche del nostro video, che risalgono, diversamente dalle altre, alla seconda guerra mondiale (hanno solo 60 anni) si riferiscono alla favelas del III° quartiere: Fondo Fucile. Vi vivono 146 famiglie per un totale di circa 600 persone tra cui tanti, tanti, bambini.
DENTRO – Ecco anche dentro, non ci sono novità: le pareti sono in cartongesso, ovviamente ci sono ancora le crepe e sui soffitti continua a fiorire la muffa. Ovviamente gli impianti elettrici non sono a norma. E poi ci sono le lastre d’amianto che sbucano e rilasciano le loro fibbre mortali, in quelle che è un azzardo definire, cucine, saloni e camere da letto. Tutto questo viene descritto da una relazione-denuncia della Ausl e il prefetto ha lanciato l’allarme. Fuori le fogne sono ancora a cielo aperto. E i topi sono di gran lunga in numero maggiore degli abitanti. Ormai convivono insieme quasi pacificamente, eccetto qualche rottura di tregua con relativo lancio di scopa. Solo che ai topi non occorre la dignità umana. Ma si può vivere così?
LA GARA TRA ULTIMI – C’è una strana gara a Fondo Fucile. La gente si domanda come mai a loro, italiani (anche senza il ponte), viene negato quello che viene riconosciuto «persino» ai rom: ad esempio un campo nomadi con servizi igienici perfettamente funzionanti. Ecco, non si capacitano di essere gli ultimi tra gli ultimi. Si sentono «clandestini in Italia». Vi evitiamo le cifre del risanamento spese e quelle non spese; vi evitiamo l’elenco dei politici che hanno fatto promesse e le promesse che hanno fatto; vi evitiamo anche l’elenco dei politici che a Fondo Fucile non ci sono mai stati. Vi evitiamo i volti dei malati di amianto, vecchi e ragazzini. Evitiamo tutto questo perché adesso la città di Messina ha una nuova amministrazione. La città ha votato. E dopo giorni e giorni di scrutinio, finalmente, ci sarà un nuovo sindaco al lavoro. E sicuramente, dopo aver cercato di salvare la squadra di calcio, cercherà di salverà anche gli abitanti di Fondo Fucile. Ma questa è solo la prima puntata…

03
Giu
08

Schifani Renato “Rita Borsellino sfrutta il nome del fratello per fini politici” (12 settembre 2003)

Vi riporto un divertente articolo del tanto osteggiato giornalista Marco Travaglio.
Non ci tappiamo gli occhi leggendo di questi reali racconti (seppur giornalisticamente romanzati), ne tantomeno pieghiamoci al qualunquistico “tanto è stato, è e sarà sempre così”. Leggiamo con la mente di chi critica per progredire, per denunciare, per comprendere chi ci governa. Perchè se si vivesse in un paesotto non credo ci farebbe piacere baciare un presunto mafioso, tantomeno salutarlo, tantomeno averlo come vicino di casa. Bene: noi li abbiamo eletti! Li abbiamo posti cioè in un sito di rappresentanza. A rappresentarci.
Io preferisco esser rappresentato da personaggi di ben altro calibro, che sia un Rubbia o un Berlinguer, un Pertini o un Jfk. Purtroppo però non sapevate, purtroppo però non sapevamo. L’ignoranza sappiate non è permessa! Quindi alla Tafaziana maniera iniziamo a flagellarci i testicoli e, per chi non ne ha, che inizi a farseli crescere, perchè ne abbiamo credo già tutti le palle piene!
 
C’era una volta Vasa Vasa, al secolo
Salvatore Cuffaro, medico a tempo
perso. Ma molto perso: si racconta che
un giorno era in prima fila all’inaugurazione
dell’anno giudiziario, in veste di
fornitore, e a causa del caldo e della tensione
gli svenne sotto il naso un carabiniere
in alta uniforme. Tutti invocarono
un dottore, lui si ricordò di esserlo, si
avvicino al corpo esanime e zac! Gli sollevò
il capo per farlo rinvenire. Nessun
risultato. Una donna delle pulizie fece
notare che forse era il caso di sollevargli
le gambe, dopodiché il milite puntualmente
rinvenne. Bene, anzi male. C’era
una volta Vasa Vasa che baciava a strascico,
’ndo cojo cojo. Così, diceva, baciando
baciando poteva pure capitargli qualche
mafioso. Ma, su migliaia di baciati,
non faceva neppure statistica.
Un viatico per il Parlamento
Fu beccato, grazie alle solite intercettazioni
telefoniche (perlopiù indirette: lui,
quando si ricorda, usa gli intermediari),
ad avvertire il boss di Brancaccio Giuseppe
Guttadauro e poi il costruttore
presunto mafioso Michele Aiello, re
della sanità convenzionata con la regione
Sicilia, che avevano i telefoni sotto
controllo. Insomma, che stessero attenti
a come parlavano. E fu condannato in
primo grado a 5 anni per favoreggiamento
di alcuni mafiosi. Lui festeggiò
offrendo cannoli agli amici, per giunta a
favore di flash e telecamere. Conoscendosi,
temeva che gli dessero l’ergastolo,
o poco meno. Dunque 5 anni gli parvero
pochi e se ne restò al suo posto. Ma
l’allora premier Romano Prodi gli fece
sapere che, per legge, i condannati anche
“solo” a 5 anni non possono fare i consiglieri
comunali, circoscrizionali, provinciali,
regionali. Men che meno i presidenti
di Regione. Ergo era pronto il
decreto per destituirlo. Totò lo anticipò e
si dimise, da tutti elogiato per il gran
senso di responsabilità. E il suo segretario
Pierferdinando Casini si affrettò a
candidarlo come capolista al Senato dell’Udc-
Rosa Bianca: con i suoi 5 anni per
favoreggiamento ai mafiosi, lo riteneva
pronto per il grande salto verso il Parlamento
nazionale, dove non vige alcuna
incompatibilità per i condannati, anzi.
Insediatosi al Senato, il rubicondo Totò
s’imbattè in un altro Vasa Vasa, però di
colore rosso, o rosé: il dalemiano Vladimiro
Crisafulli, detto Mirello. Lui militava
nel Pci, poi nel Pds, poi nei Ds, ora
nel Pd. Nel 2001, quand’era vicepresidente
dell’Assemblea regionale, fu
immortalato casualmente da una telecamera
nascosta dai carabinieri in un hotel
di Pergusa mentre baciava, abbracciava e
discuteva di appalti, assunzioni e fondi
pubblici con un amico d’infanzia molto
particolare: Raffaele Bevilacqua, boss
della sua città, Enna, già condannato per
mafia, in quel periodo agli arresti domiciliari
(dai quali era uscito un momento
per incontrare Mirello). Niente di penalmente
rilevante: non è reato baciare e
conversare amabilmente con i boss; perché
scatti il reato di concorso esterno
bisogna provare lo scambio di favori tra
l’“esterno” e l’”interno” a Cosa Nostra.
Ma il filmato resta, ed è politicamente e
moralmente rilevante. Figurarsi dove un
Berlinguer o un Pio La Torre avrebbero
sbattuto un Crisafulli. Ma, per sua fortuna,
sono entrambi morti. Infatti nel
2006 Fassino l’ha candidato alla Camera
in un posto sicuro. E nel 2008 Veltroni
l’ha ricandidato, stavolta al Senato.
Congratulazioni, abbracci, effusioni
Di più. Il Vasa Vasa rosé ha messo becco
nella compilazione delle liste siciliane
del Pd, riuscendo inizialmente a depennare
il suo nemico di sempre, Beppe
Lumia: uno che ha la fissa della lotta alla
mafia tant’è che, da vicepresidente dell’Antimafia,
s’è guadagnato una condanna
a morte da parte di Cosa Nostra ed è
costretto a vivere sotto scorta dal 2003.
Insomma, un tipaccio. Poi purtroppo,
dopo le proteste di tanti elettori e l’offerta
di una candidatura da Di Pietro,
Lumia è stato ripescato in extremis come
capolista del Pd. La stessa lista che ospitava
anche Crisafulli: un capolavoro di
“ma-anchismo” veltroniano. Al numero
1 il nemico della mafia, al numero 5 l’amico
del mafioso. Così Mirello è entrato
trionfalmente a Palazzo Madama, a
braccetto col suo amico e gemello Totò.
Lì i due Vasa Vasa hanno ben presto
incontrato un loro conterraneo, Renato
Schifani, uno dei forzisti più sbertucciati
dalla stampa e dall’opinione pubblica
per il servilismo berlusconiano dimostrato
in 12 anni di carriera parlamentare
(arrivò a tagliarsi il riporto che gli
copriva la pelata perché Silvio, il suo spirito
guida e tricologo personale, ci teneva
tanto), almeno finché non è divenuto
presidente del Senato. Da quel momento,
l’hanno scambiato per uno statista,
come se un pigmeo issato su una sedia
diventasse un watusso e non restasse un
pigmeo su una sedia. Hanno dimenticato
che negli anni ’70-80 era socio, nella
Sicula Broker, di due tizi poi condannati
per mafia, Nino Mandalà (attualmente
in carcere con una condanna in primo
grado a 8 anni per associazione mafiosa,
ritenuto il boss di Villabate) e Benny
D’Agostino (anche lui condannato, ma
per concorso esterno, essendo il re degli
appalti mafiosi, amico di boss come
Michele Greco e legato anche a Totò
Riina). E che negli anni ’90 partecipò,
secondo alcuni testimoni, alle nozze
dello stesso Mandalà (chissà i baci,
durante e dopo la cerimonia), poi fece il
consulente del comune di Villabate,
retto da un sindaco fedelissimo di Mandalà,
con un presidente del consiglio
comunale (Francesco Campanella) poi
arrestato per mafia e pentito. A Villabate,
Schifani si occupava del piano regolatore
che stava molto a cuore al clan, ma
non riuscì a portare a termine la missione
perché il comune fu sciolto non una,
ma due volte per mafia. Tutto archiviato,
tutto rimosso, tutto evaporato, al punto
che Renato, al momento dell’elezione,
ha ricevuto applausi scroscianti dal Pd
(Mirello capo-clacque) e addirittura un
bacio da Anna Finocchiaro, siciliana
anche lei, promossa capogruppo del Pd
al Senato per premiarla dei fiaschi elettorali
raccolti nell’isola (dove ha trascinato
il centrosinistra al minimo storico
del 30 per cento, 11 punti in meno di
quanto ottenuto due anni fa da Rita Borsellino).
E così, col bacio di Annuzza a
Renatino, i Vasa Vasa salgono a tre (quattro
con quello passivo, Schifani).
Ma non sono ancora finiti, perché qualche
giorno dopo s’è affacciato a Palazzo
Madama per ottenerne la fiducia un
quinto Vasa Vasa. Un Vasa Vasa in erba,
al Plasmon: Angelino Alfano, agrigentino
come Cuffaro, divenuto a 38 anni
ministro della Giustizia. Già segretario
particolare di Berlusconi, di cui si proclama
perdutamente “innamorato”, l’onorevole
Angiolino è un fedelissimo
prima di Mannino e poi di Dell’Utri e
Schifani, molto vicino anche a Comunione
e liberazione. Ha difeso Silvio &
Marcello perseguitati dalle toghe rosse e
l’estate scorsa votò addirittura contro le
dimissioni di Previti dal Parlamento, per
far capire che si può essere addirittura
più previtiani di Cesarone. Un giorno
commissionò ai giornali locali un sondaggio
da cui risultò che il 70 per cento
dei siciliani moriva dalla voglia di andare
a cena con lui. Anche quelli che non
l’avevano mai sentito nominare. Ma
soprattutto, secondo La Repubblica, fu filmato
nel 2002 mentre baciava un anziano
signore, tal Croce Napoli, al matrimonio
della di lui figlia. Sempre secondo
La Repubblica, Croce Napoli era il
boss mafioso di Palma di Montechiaro.
Ma naturalmente Alfano ha precisato di
non sapere chi stesse baciando e di essere
stato invitato dallo sposo. Anche lui è
fatto così: bacia a caso, come capita. E’
un Vasino Vasino. E si sa, in politica, se
non hai baciato almeno un picciotto,
non ti prendono in considerazione.
Dunque, anche se non fosse vero che
Croce Napoli era un mafioso, ad Angiolino
conviene lasciarlo credere. Altrimenti
finisce che Berlusconi ci ripensa e
gli leva la Giustizia.



Senso

" ... perchè sopprimere un ideale soffoca il pensiero, esprimerlo senza regole lo rende innocuo ! "

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