26
Mar
08

noi, italiani all’estero

Non sono sicuramente il primo e non sarò sicuramente l’ultimo Italiano che decide di andare a vivere all’estero.
Per tanti motivi: io l’ho fatto per amore, ma anche per disperazione. L’ho fatto per fuggire da qualcosa che resta immobile ma che, come le sabbie mobili, ti inghiottisce e non ti lascia più scampo.
Io l’ho fatto perché ho aperto gli occhi, perché non avevo più voglia di combattere, perché mi sono arreso.
Si ! Io mi sono arreso all’italianità, alle sue forme bieche e marce, al suo clientelismo, al servilismo, ai lecca culo, al nepotismo e alle raccomandazioni. Mi sono arreso all’incompetenza degli uffici pubblici, all’incapacità manifesta. Mi sono arreso di fronte alle lobby, alle caste di ogni tipo, di ogni rango sociale. Mi sono arreso alla stupidità nelle televisioni e nei giornali, mi sono arreso di fronte alle maceri di un paese che resterà tale.
Sto cercando da mesi di sottolineare le magagne del mio paese, lo sto facendo mirando sempre a trovare una soluzione. Lo sto facendo per sensibilizzare voi che mi leggete, perché il mio non è qualunquismo ma è urgenza democratica, civile. Ma mi sembra che il mio “lavoro” finirà nel dimenticatoio, nell’inevitabile voragine che tutto consuma che è l’immobilismo italico.
Troppe persone vogliono che tutto resti così com’è, troppe!
Qui sotto vi allego una lettera di Giovanni Dalla Valle, un emigrato italiano in Inghilterra, un uomo di intelletto che ha deciso di cambiare aria, lui, uno di tanti. Ma aveva anche deciso di combattere per il suo “antico” paese, quello che, come a me, aveva dato i natali. La sua testimonianza è un monito per tutti noi (La sua è una risposta al volantino elettorale che arriva a casa degli italiani all’estero, nella fattispecie il candidato è quello del PDL Nicola Di Girolamo):
Caro Di Girolamo,
stamane ho ricevuto
il suo volantino nella posta di casa mia, in Inghilterra. Di solito ignoro la propaganda elettorale perché’, immagino come altri milioni di ex-italiani, ne ne posso piu’ del vostro paese, pero’ stavolta quello che ha scritto mi sprona a rispondere alla sua chiamata. Io ho gia’ aiutato a sufficienza il suo partito, che poi non e’ neanche un partito, in quanto non nasce da una costruzione ideologica o filosofica come i grandi partiti dell’800 e del ‘900, ma dagli interessi personali di un imprenditore miliardario che decise di scendere in campo per timore che una vittoria dei discendenti del partito comunista lo costringessero ad esiliarsi in qualche isola tropicale, anziche’ continuare a fare i suoi interessi nel paese dove viveva.
Bene, caro Di Girolamo, sappia che chi le scrive quell’uomo l’ha gia’ aiutato abbastanza. Lo feci nel 1994, quando fondai a Londra il primo Club Forza Italia, sprecando la mia faccia, la mia intelligenza, i miei soldi e il mio tempo, per un uomo che pensavo davvero intendesse promuovere il liberalismo nel vostro paese, e davvero intendesse stabilire un ordine meritocratico in un paese marcio per nepotismo, clientelismo e familismo (sia a destra che al centro che a sinistra).
Un paese unico al mondo che vanta due popolazioni: sessanta milioni di italiani dentro le Alpi che sopravvivono grazie alle raccomandazioni, e cento milioni di ex-italiani fuori dalle Alpi che, non sentendosela di far parte delle brigate rosse o di un clan mafioso, decisero ad un certo punto della loro vita di emigrare e, le piaccia o no, di diventare ‘altri’.
Preciso che chi le scrive non e’ in Inghilterra per fare lo spazzino o il lava-vetri. Io lavoro come psichiatra forense alle dirette dipendenze del ministero della Giustizia e della Sanita’ britannici, guadagno piu’ di centomila euro all’anno, pago il 40% di tasse fino all’ultimo penny, e sono soggetto, in virtu’ del mio nuovo passaporto a tutti i doveri e i diritti dei sudditi della nostra carissima H.R. Queen Elisabeth II.
Che sicuramente avrà i suoi difetti anche lei, ma almeno e’ una regina vera, e non una merda come i tanti pregiudicati, corrotti e mafiosi che popolano il vostro ridicolo Parlamento.
Giovanni Dalla-Valle, ex-italiano, e’ un’INGLESE come tanti. Si sveglia alle 5.30, lavora 10 ore al giorno, fa i turni di guardia, torna a casa alle 19.00 dove trova il figlio Matteo, di cui e’ padre singolo. Se fosse stato per l’Italia sarei ancora alle dipendenze economiche dei miei genitori, ultimo assistente in un ospedale del cesso (nonostante laureato a 25 anni a Padova con 107/110), solo per il fatto che mio padre e’ un nessuno e non s’e’ mai curato di leccare il culo agli altri.
Ed ora veniamo alle sue proposte elettorali.
Usufruire dell’assistenza sanitaria gratuita in Italia per piu’ di tre mesi, come stabilisce la vostra legge?
Ma scusi, ma perchè io che che pago le tasse in questo paese, dovrei parassitare i servizi di un paese dove non pago le tasse? Persino tre mesi sono ingiusti. Qui la sanita’ e’ gratuita.
Non dovrei pagare le tasse per una seconda casa in Italia? Ma scusi, perche’ mai uno che puo’ permettersi una seconda casa nel vostro paese non dovrebbe pagare le tasse come fa per la prima casa in questo paese? Se ha sufficienti soldi per acquistare una seconda proprieta’ in Italia, perche’ non dovrebbe contribuire alle normali tassazioni di quel paese?
Non pagare per il rinnovo del passaporto? Problema gia’ risolto. Ho un passaporto inglese. E non comporta nessun bollo annuale e il rinnovo e’ decennale.
Migliorare l’assistenza del consolato? Ma via, Di Gerolamo, non spari cagate! Qui tutti sanno che il consolato italiano e’ una fogna per raccomandati e figli di o amici di. Il livello d’incompetenza e arroganza agli sportelli e’ arci-noto. Sara’ mica lei che lo cambia adesso, vero? Il governo del suo capo durò cinque anni. Lo sapete benissimo che questo e’ il peggiore consolato del mondo. Perche’ non li avete cacciati a pedate nel c..o allora? Perche’, dannazione, sono AMICI degli AMICI vostri, ecco perche’.
“Perdiamo per strada le giovani generazioni”. Sorry, Di Girolamo. Avete perso gia’ perso anche quelle meno giovani (io ne faccio 45 quest’anno!). Rialzati Italia? Ma col cazzo, mi consenta, Di Girolamo! Quelli come me, e sono milioni, l’Italia la vogliono giu’ per sempre!!!. Ce`l’avete messa nel c..o per una vita. Cosa volete adesso? Che vi votiamo ancora??? Ma per favore. Siate seri!”
Vi prego di non continuare a tapparvi gli occhi, le orecchie e quant’altro ma di lottare perchè l’Italia, signori miei, è VERAMENTE messa male! E chi pensa il contrario, probabilmente, è già entrato nel giro…
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