17
Mar
08

Dalla nostra legge elettorale : il Porcellum, alle intenzioni di voto.

Vi mostro oggi tutte le caratteristiche della attuale legge elettorale, detta anche Legge Calderoli dal cognome del celebre onorevole dalle indubbie doti intellettive che l’ha creata e che a suo dire “è una porcata!”.

Abolizione dei collegi uninominali: l’elettore, anziché votare direttamente su due schede separate il candidato prescelto nel proprio collegio uninominale (parte maggioritaria) e la lista da egli preferita, da cui eventualmente scegliere un candidato (parte proporzionale), si limiterà a votare la lista stessa. Le liste dei candidati saranno chiuse e le graduatorie indicate direttamente dai partiti stessi.

Premio di maggioranza: viene garantito alla coalizione vincente un minimo di 340 seggi alla Camera dei Deputati. Da notare che 12 seggi, assegnati alla circoscrizione Esteri, sono contemplati a parte. Per quanto concerne il Senato, tale premio è invece garantito su base regionale, in modo da assicurare alla coalizione vincente in una determinata regione almeno il 55% dei seggi ad essa assegnati;

Capo della forza politica: tale denominazione è usata per identificare il principale rappresentante o leader di una coalizione, il cui nome apparirà sulla scheda;

Soglie di sbarramento: per ottenere seggi alla Camera, ogni coalizione dovrà ottenere almeno il 10% dei voti nazionali; per quanto concerne i partiti, la soglia minima corrisponderà al 4% se non coalizzati, o al 2% se parte di una coalizione. Per il riparto dei seggi all’interno della coalizione, vengono contemplati solo i voti di tutti i partiti aventi raggiunto tali soglie minime, più eventualmente il maggior partito a non aver superato il 2% dei voti nazionali;

Minoranze linguistiche: coalizzate o non, esse potranno comunque accedere al riparto dei seggi ottenendo almeno il 20% dei voti nelle regioni a statuto speciale.

Bene. Come tutti oramai saprete, da entrambe le fazioni politiche vi era la necessità di cambiare questa legge prima di andare a nuove elezioni. Nella ultima campagna elettorale (quella delle politiche 2006) Prodi aveva annunciato che uno dei loro primi obiettivi sarebbe stato modificare tale legge. In due anni di governo non è mai riuscito a trovare le opportunità per mettere in sesto una costituente che lavorasse per tale necessario obiettivo. Lo stesso Veltroni, che tra l’altro non svolgeva nessun ruolo parlamentare in quanto Sindaco di Roma, si era adoperato per aiutare Prodi in questa difficoltosa impresa. Fatto sta che la inaspettata caduta del governo Prodi e la incapacità da parte delle forze politiche di trovare una rapida soluzione alla cosa hanno portato a fare campagna elettorale per presentarsi agli elettori con un sistema ANTICOSTITUZIONALE. 

Qui sotto vi presento un’azione da parte di due avvocati che hanno presentato istanza al TAR del Lazio. Azione questa che, molto probabilmente, non avrà alcun effetto (come sempre accade nel nostro bel paese) ma che è opportuno sottolineare, soprattutto per marcarne le motivazioni.

Gli avvocati Aldo Bozzi, del foro di Milano, Giuseppe Bozzi, del foro di Roma e Giuseppe Porqueddu, del foro di Brescia hanno proposto ricorso al Tar del Lazio, impugnando i decreti del Presidente della Repubblica con i quali sono stati convocati i comizi per l’elezione della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, nella parte in cui danno attuazione alle norme della legge Calderoli che appaiono in più stridente contrasto con i diritti fondamentali dei cittadini e le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica.
I ricorrenti, sulla scia dei rilievi mossi dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 15 del 2008 (ammissiva del referendum elettorale), chiedono che il Tar sollevi la questione di costituzionalità della legge Calderoli con riferimento a tre punti critici:
1) Le liste bloccate che privano l’elettore della possibilità di scegliere le persone che dovrebbero rappresentarlo in Parlamento
2) L’attribuzione di un premio di maggioranza non subordinato al raggiungimento di alcuna soglia minima
3) L’indicazione sulla scheda elettorale del candidato premier
L’impossibilità per gli elettori di scegliere i candidati cambia la natura del Parlamento perché trasforma tutti gli eletti, anziché in rappresentanti del popolo in rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo il principio costituzionale della rappresentativita e della libertà dei parlamentari, che devono esercitare le loro funzioni senza vincolo di mandato. Essa inoltre viola la Convenzione Europea dei diritti dell’uomo (articolo 3 del Protocollo I).
L’attribuzione di un premio di maggioranza, svincolato da ogni soglia minima, altera profondamente la composizione della rappresentanza. Entrambi i sistemi, sia il premio di maggioranza, sia le liste bloccate sono stati adoperati dal fascismo, con la legge Acerbo del 1924 e con la successiva legge del 1928, per espropriare il corpo elettorale della possibilità di compiere delle scelte libere e mortificare il Parlamento.
L’indicazione sulla scheda del capo della coalizione candidato alla carico di premier pregiudica le funzioni e la libertà del Capo dello Stato a cui la Costituzione attribuisce il compito di nominare il Presidente del Consiglio dei Ministri.
Le motivazioni sono estremamente chiare e mostrano una volta di più quanto INUTILE risulti essere il nostro diritto di voto.
Date queste premesse andiamo ad analizzare le due forze politiche che molto probabilmente assorbiranno più del 70% delle preferenze.
È nato il 14 ottobre 2007, attraverso le elezioni primarie per la scelta del segretario nazionale e dell’Assemblea Costituente. Il partito si presenta agli elettori come un “partito nuovo”, ma allo stesso tempo come l’erede legittimo della precedente esperienza politica de L’Ulivo, intrapresa nel 1995 con l’obiettivo di trovare una sintesi fra le tradizioni della socialdemocrazia, del socialismo democratico, del cristianesimo democratico, del liberalismo e dell’ambientalismo. Walter Veltroni è il segretario nazionale, Dario Franceschini il vice. Il presidente è Romano Prodi, ideatore dell’Ulivo e Presidente del Consiglio dei Ministri in carica da maggio 2006.Esso presenta come Leader il suo segretario Walter Veltroni. Al momento delle primarie egli svolgeva il ruolo di Sindaco di Roma legittimamente eletto nel 2006. In ITALIA è permesso che un sindaco che ha avuto un mandato di 5 anni possa dimettersi per candidarsi alle elezioni. Questo per farvi capire quanto li interessi il voto degli elettori, di coloro che veramente rappresentano, di coloro che gli hanno “assunti” per un lavoro che non sono più disposti a compiere per interessi PRETTAMENTE personali. Obbligando, tra l’altro, ad una nuovo esborso di denaro pubblico per rieleggere un rappresentante che rioccupi il ruolo abbandonato!!!

PDL ( qui il programma http://www.ilpopolodellaliberta.it/PROGRAMMA_PDL_2008.pdf )

La costituzione, avvenuta ufficialmente il 28 febbraio 2008, venne annunciata nel corso di una manifestazione da Silvio Berlusconi il 18 novembre 2007 a Milano in Piazza San Babila, e che candida le proprie liste alle elezioni politiche italiane del 2008. Ha come candidato leader Berlusconi Silvio e come vice Fini Gianfranco.

Il leader , sceso in campo per la prima volta nel 1994, è unanimemente riconosciuto come un manipolatore di menti, uno spregiudicato mentitore, un opportunista. Se prima del 1994 aveva lavorato sempre per i propri interessi personali raggiungendo obiettivi prestigiosi nell’ambito della comunicazione, dopo tale anno si è dichiarato “lavoratore” per la risoluzione dei problemi di stato quando in realtà ha continuato a lavorare per se stesso (ricordiamo solo le leggi ad personam!).

Se avete avuto la pazienza di leggere con attenzione i due programmi avrete potuto chiaramente notare come non vengano affrontate molte problematiche ( conflitto di interessi, concessione delle frequenze televisive, legge elettorale, ddl sul falso in bilancio, inceneritori, energie rinnovabili ) ma soprattutto come risultino estremamente simili oltre che molto ma molto generali. (non entrano infatti mai nei dettagli). (Per esempio da dove tireranno fuori i soldi! I conti non tornano mai!)

Per ricapitolare: andrei a votare senza scegliere chi mi rappresenta (la legge elettorale non me lo consente) e come mi rappresenta (programmi simili).

Sono convinto che la provocazione grilliana di “indovinare” chi saranno i nostri prossimi rappresentanti a Camera e Senato potrebbe diventare una scommessa facilmente vincente.

Per una volta chiedo a voi di darmi delle valide motivazioni per prendere parte al voto.

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