10
Feb
08

che il mondo stia cambiando

La cultura (parola che deriva da còlere, coltivare) è il complesso di tutte quelle scoperte e conquiste che gli individui di un determinato gruppo sono venuti facendo nel corso dei secoli, coltivando, per stare all’etimologia, il campo dell’organizzazione economica, dei rapporti sociali e delle indagini spirituali; tali conquiste, vagliate dal gruppo e dal tempo, diventano patrimonio tradizionale. Va dunque chiaramente affermato che il grado di cultura e di civiltà, che sono beni passibili di aumento o di diminuzione, solo quantitativamente può variare presso le varie popolazioni, ma non qualitativamente perché nessun popolo, per quanto tecnologicamente arretrato, ne è mai privo.
Da questa definizione da dizionario traggo spunto per considerazioni sul nostro stato attuale. Sul cercare di comprendere cioè se siamo in un processo di aumento o di diminuzione del nostro grado di cultura, della nostra necessità di “coltivare”.
Interagendo in questi ultimi due mesi con appassionati frequentatori di blog socio-politici e di meetups ho avvertito la presenza di un gruppo di persone, assai nutrito, che ha trovato nell’informazione della rete una fonte inesauribile di alimento per la propria cultura.
Certo è difficile sapere quanto buone siano le fonti (ce ne sono a milioni), ma proprio la molteplicità di esse e la non imposizione ma, anzi, la libera scelta, consente di giudicare la “preparazione” di tali gruppi come variopinta ma fortemente dotta.
Siamo di fronte cioè a quell’incubo che i politici di tutti i tempi hanno sempre cercato di eliminare. La massa sta acquisendo intelligenza, la massa non è più ignorante, la massa può non avere più paura e quindi… può non essere più diretta e comandata.
Non sto qui a farvi la lista della lavandaia sugli esempi storici che hanno sottolineato quanto il quarto potere abbia influito sugli atteggiamenti della moltitudine. Essa poi ha inevitabilmente incoraggiato i “dirigenti” a prendere quelle decisioni che loro già volevano prendere.
Raccontare un falso storico alla massa perché lo creda per avere poi un motivo per agire!!!
Ma adesso si sono ritrovati con un potere non gestibile. LA COMUNICAZIONE GLOBALE.
Essa non può avere reti di protezione. Essa è libera e liberamente si sviluppa. Come l’universo essa, non si ferma un secondo.
Il potere che essa ha è nelle nostre mani!
Noi, facenti parte della massa, non siamo ignoranti.
Noi possiamo conoscere la VERA VERITÀ’ se lo vogliamo.
Con il dialogo, la ricerca mirata, la condivisione di informazioni.
Noi siamo il terrore dei nostri dirigenti dei nostri politici!
Loro ci hanno creato paure incredibili che portano sino all’odio verso il nostro prossimo.
Ebbene: siamo pronti a far affermare la nostra cultura?
Siamo pronti a renderla ATTIVA? Siamo pronti, finalmente, a non essere più parte di un’ignoranza?
A Voi la risposta!

Matteo

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